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Renoir, Alphonsine Fournaise on the Isle of Chatou 1879

Renoir, Alphonsine Fournaise on the Isle of Chatou
1879

The Fickle Grey Beast - Journal

La La Maison Fournaise

Mar 3
Palazzo Bianco
Il Palazzo venne eretto fra il 1530 e il 1540 per Luca Grimaldi, passò poi alla famiglia De Franchi e infine a Maria Durazzo Brignole-Sale. Nel 1712 Giacomo Viano avviò la completa ricostruzione dell’edificio che da allora prese il nome di Bianco per distinguerlo dall’antistante Palazzo Rosso. Nel 1884 Maria Brignole-Sale De Ferrari, duchessa di Galliera, assegnò per testamento al Comune il Palazzo Bianco, unitamente a un notevole nucleo di opere antiche e moderne. Dal 1950 è sede museale.

Palazzo Bianco

Il Palazzo venne eretto fra il 1530 e il 1540 per Luca Grimaldi, passò poi alla famiglia De Franchi e infine a Maria Durazzo Brignole-Sale. Nel 1712 Giacomo Viano avviò la completa ricostruzione dell’edificio che da allora prese il nome di Bianco per distinguerlo dall’antistante Palazzo Rosso. Nel 1884 Maria Brignole-Sale De Ferrari, duchessa di Galliera, assegnò per testamento al Comune il Palazzo Bianco, unitamente a un notevole nucleo di opere antiche e moderne. Dal 1950 è sede museale.

Mar 3
rogettato tra il 1671 e il 1677 da Pier Antonio Corradi per i fratelli Brignole Sale, il palazzo  ha una pianta a U, con due ali  unite da logge. Tra il 1679 e il 1694 Domenico Piola, Gregorio De Ferrari e Paolo Gerolamo Piola decorano a fresco l’ala di levante, mentre quella di ponente è opera di Gio. Andrea Carlone, Carlo Antonio Tavella e Bartolomeo Guidobono. La duchessa di Galliera nel gennaio 1874 donò Palazzo Rosso alla sua città. Dopo radicali restauri, è stato adibito a sede museale nel 1961. 

rogettato tra il 1671 e il 1677 da Pier Antonio Corradi per i fratelli Brignole Sale, il palazzo  ha una pianta a U, con due ali  unite da logge. Tra il 1679 e il 1694 Domenico Piola, Gregorio De Ferrari e Paolo Gerolamo Piola decorano a fresco l’ala di levante, mentre quella di ponente è opera di Gio. Andrea Carlone, Carlo Antonio Tavella e Bartolomeo Guidobono. La duchessa di Galliera nel gennaio 1874 donò Palazzo Rosso alla sua città. Dopo radicali restauri, è stato adibito a sede museale nel 1961. 

Mar 3

La basilica è dedicata a Santa Maria Assunta e fu progettata da Galeazzo Alessi; l’edificio si presenta imponente con decorazioni in pietra di Finale e si distingue per la forza architettonica e per lo stile francamente rinascimentale. Una pianta a croce greca, la cupola centrale, i suoi due campanili posti agli angoli del prospetto principale (sul progetto erano quattro per dare un’identica simmetria ad ogni lato dell’edificio), il rosso-giallo della facciata al posto del bianco-nero del gotico, le statue in marmo bianco,  le colonne e le decorazioni che adornano la porta già preannunciano il vicino avvento del barocco genovese. Varcato l’adito, il bianco uniforme degli interni amplifica la vastità dell’ambiente e la luce, giocando tra  gli imponenti piloni centrali, le lesene, i capitelli, le volte a botte, i cassettoni e le nicchie, esalta l’idea di una fede trionfale che si ricompone in una mistica sacralità solo nelle statue di San Sebastiano e di Alessandro Sauli, opere dello scultore marsigliese Pierre Paul Puget (1620 – 1694 sopranominato il Bernino della Francia). Particolari sono le ampie scale interne della cupola e quella, a chiocciola, del lanternino da cui si può ammirare l’intera città. Pregevoli sono, anche, i dipinti tra cui quelli di Domenico Piola, del Guercino, del Procaccini e, in particolare, la Pietà di Luca Cambiaso posta nel terzo altare, presso la tomba di Cristoforo Sauli. Sontuoso si presenta, poi, l’organo ligneo, uno fra i più significativi dell’arte organaria in Liguria, costruito negli anni 1656–60 dal fiammingo Willem Hermans.

Mar 3

A partire dalla seconda metà del Cinquecento i Genovesi videro nascere il tracciato di una via chiamata Strada Nuova : al suo atto di nascita era veramente nuova e non solo perché costruita in quegli anni, ma anche perché scaturiva da una concezione urbanistica totalmente innovativa, quasi rivoluzionaria rispetto alla tradizionale sistemazione dei percorsi urbani genovesi.
Strada Nuova cambiò il suo nome solo nel 1884, quando divenne Via Garibaldi in memoria dell’eroe dei due mondi, tanto celebrato nella città.
Da un elenco nobiliare genovese del 1576 emerge che i primi proprietari dei palazzi edificati in Strda Nuova sono fra i primi e più facoltosi notabili di sole quattro famiglie: Pallavicino, Spinola di Luccoli, Lomellini e Grimaldi.

Oltre agli interessi privati, la costruzione della strada palesa un desiderio da parte della nobiltà vecchia: affermare la potenza e il prestigio di livello europeo raggiunto nel giro di un secolo e mezzo e ritardare così l’avvento della nuova classe di governo.
Innovativa risulta la scelta del linguaggio urbanistico con cui esprimere la potenza raggiunta.
Non si scelgono più le ristrette vie del vecchio centro cittadino, ma si vuole costruire una strada “moderna”, sontuosa e soprattutto dritta.
Qui i nobili desiderano edificare un nuovo quartiere di lusso, ispirato al nuovo gusto rinascimentale.

La necessità di molto spazio per realizzare il grandioso programma spinge i progettisti a scegliere una delle poche zone urbane, comprese nelle mura, rimaste libere.

Per secoli, a partire dal Vasari, si è sostenuto che Strada Nuova sia nata su progetto di Gian Galeazzo Alessi; invece alla luce degli ultimi studi emerge che, per la progettazione e realizzazione della strada, figura chiave è Bernardino Cantone che collabora con altri architetti. L’opera propone un nuovo gusto per gli spazi aperti introdotto a Genova proprio dall’Alessi.
Dopo le prime sistemazioni della strada, si passa alla costruzione dei singoli palazzi, future dimore della più illustre nobiltà genovese.
Colpiscono, se si fa il confronto con le strade vicine, la larghezza del piano stradale e il percorso rettilineo e soprattutto l’armonia tra la strada e i palazzi, per quanto i palazzi siano stati realizzati da architetti diversi.
La larghezza della via è in rapporto all’altezza dei palazzi, tipicamente barocco l’amore per i giardini.

I palazzi di Strada Nuova sono in tutto tredici, dieci dei quali risalgono alla fine del Cinquecento, furono innalzati in pochi anni, quasi a gara con la costruzione della strada.
La fama internazionale di Via Garibaldi ha inizio con Pier Paolo Rubens che nel suo celebre volume su “I Palazzi di Genova” riprodusse i disegni, spaccati e piante di nove palazzi di questa strada.
A partire dal 1783 vi sfilava ogni anno il corteo di carnevale.
La via suscitò sempre l’ammirazione dei viaggiatori stranieri più illustri; Madame de Stael la definì “la strada dei re”, e simili apprezzamenti vennero elargiti da Dickens, Dumas,Mark Twain, Flaubert e altri.

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